Marco Pinotti e Luca Benedetti per il Doping Ecologico

Sarà Marco Pinotti ad affiancare Omar Beltran per seguire da vicino la stagione 2010 di una giovane speranza del ciclismo italiano: Luca Benedetti, classe 1988, in forza al Team Bruno Leali, per il suo ultimo anno da Under 23 ha scelto la strada del doping ecologico.  Lui stesso spiega le sue motivazioni e le sensazioni di questi primi mesi di lavoro in una intervista su Ciclonet. Si ingrossa dunque il gruppo ecologico, che si accinge ad affrontare il 2010 con professionisti della strada di primo piano come Marco Pinotti e Rubens Bertogliati tra gli uomini e Noemi Cantele tra le donne, ma anche con la sfida sugli sterrati della mountain bike di Vera Carrara, ed ora debutta nel mondo dilettantistico appunto con Luca Benedetti. I primi tepori cominciano a farsi sentire, la stagione è alle porte: la parola ai pedali.

1 Risposta a “Marco Pinotti e Luca Benedetti per il Doping Ecologico”


  1. 1 Alessio Binacci 24 febbraio 2010 alle 19:07

    mi chiamo Alessio Binacci ho avuto il piacere di conoscere Omar Beltran al corso per tecnici allenatori di Formia del 2008. ho la tessera che mi permette di allenare le categorie internazionali, classe 1985 a tutt’oggi corro per la società FRACOR di Levane (AR) di Ezio Mannucci.
    ho seguito nella stagione 2008-2009 una squadra di juniores la Gubbio Ciclismo Mocaiana che tutt’ora seguo marginalmente.
    quello che scrivo nasce dagli occhi di un giovane tecnico e corridore allo stesso tempo.
    i giovani, le “nuove leve” sono molto scoraggiate dalla questione doping; usano questa “scusa” come capro espiatorio al fallimento di tante fatiche. cerco di trasmettere ai ragazzi della società valori di correttezza e sacrificio, valori questi che danno ad ogni risultato un gusto ed un colore particolare.
    purtroppo però vengono demoralizzati da notizie spesso mediatiche, forse anche giustamente, di persone di poco valore che non hanno niente a che fare con il ciclismo VERO!!! questo problema esiste ed è inutile fare finta di nulla.
    il sistema premia i vincitori e per vincere esistono scorciatoie.
    quello che mi fa adirare (e ci sarebbe da diventare volgari) è che io cerco di insegnare ai ragazzi di perseguire la strada dell’onestà e della rettitudine già sapendo che prima o poi, chi andrà avanti nel ciclismo, si troverà, ormai troppo tardi, di fronte questo maledetto muro. la domanda -terribile- a cui vanno incontro i giovani ciclisti e che mi sono posto anche io è: entro nel sistema o smetto?
    i ragazzi si trovano a 18 anni catapultati fuori di casa, ingenui e con la luce negli occhi di chi vuol diventare qualcuno ad inseguire il proprio sogno (se non già smontato prima) che spesso diventa un vero e proprio stupro della dignità.
    non ho ancora letto il vostro libro, ma lo farò prima possibile.
    spero di trovare le risposte che cerco, cioè una strada alternativa al doping.
    vi stimo moltissimo per quello che fate e se potessi collaborerei con voi in qualsiasi maniera.
    certo di una vostra cortese risposta approfitto per salutarvi cordialmente.

    Alessio Binacci


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